Se state programmando un viaggio in Corea del Sud e desiderate scoprire un luogo autentico, lontano dalle folle e immerso nella natura, Eunpyeong Hanok Village rappresenta una scelta sorprendente e ancora poco conosciuta. A differenza dei più celebri villaggi tradizionali della capitale, questo angolo nascosto regala un’atmosfera tranquilla, quasi montana, perfetta per una gita rilassante da Seoul.
Qui il tempo sembra rallentare: case tradizionali hanok perfettamente integrate nel paesaggio, montagne verdi sullo sfondo e un silenzio raro per una metropoli come Seoul. Certo Bukchon Hanok è bellissimo ma sempre più affollato, questa invece è una destinazione ideale per chi cerca autenticità, fotografia e quiete, senza rinunciare alla comodità della città.
Se volete scoprire tutto sugli Hanok e informarvi sui villaggi meno noti della corea del Sud, leggete questo articolo.
Dove si trova e come arrivare a Eunpyeong Hanok Village da Seoul
Eunpyeong Hanok Village si trova nella parte nord-occidentale di Seoul, ai piedi del Parco Nazionale di Bukhansan, una delle aree naturali più spettacolari della capitale. Questa posizione lo rende unico: non solo un villaggio tradizionale, ma anche una porta d’accesso alla natura.
Per raggiungerlo dal centro di Seoul, potete utilizzare la metropolitana fino alla stazione di Gupabal (linea 3). Da lì, il modo più semplice è prendere un autobus locale ( come il 7723) oppure un taxi, che in pochi minuti vi porterà direttamente al villaggio. Il tragitto complessivo richiede circa 40-50 minuti, rendendolo perfetto per una gita in giornata.
Oppure potete affidarvi al bus: ad esempio dalla stazione di Seoul, prendete il 701 in direzione nord. L’autobus effettua 23 fermate, impiega circa 41 minuti e vi lascia proprio di fronte al villaggio di Eunpyeong Hanok.
Già durante il percorso noterete un cambiamento nell’ambiente: i grattacieli lasciano spazio a colline, alberi e aria più pulita, anticipando l’atmosfera rilassata che troverete all’arrivo.
La storia di Eunpyeong hanok village
A differenza di altri villaggi tradizionali coreani, Eunpyeong Hanok Village è relativamente recente. È stato sviluppato negli anni 2010 con l’obiettivo di preservare l’architettura tradizionale coreana reinterpretandola in chiave moderna.
Non lasciatevi ingannare dall’idea di “villaggio pianificato”: non sembra affatto artificiale o eccessivamente commerciale. Anzi, tutt’altro. Questo nel nostro lungo soggiorno a Seul è stato uno dei nostri posti preferiti per goderci un po’ di tranquillità, fare passeggiate e scoprire ottimi caffè, oltre a sentieri che conducono ai templi vicini e alle montagne circostanti.
Le case, chiamate hanok, sono costruite seguendo i principi tradizionali, con legno, pietra e tetti curvi, ma spesso integrate con comfort contemporanei. Questo crea un equilibrio affascinante tra passato e presente, rendendo il villaggio non solo un sito culturale, ma anche un quartiere abitato.
Il progetto nasce anche con l’intento di valorizzare l’area ai piedi del Bukhansan, offrendo uno spazio residenziale che rispetti l’ambiente naturale circostante. Il risultato è un luogo armonioso, dove architettura e paesaggio dialogano perfettamente.
Qui si trovano circa 158 case Hanok e, trattandosi di una comunità pianificata potete stare certi che non troverete cartelli o protestano contro l’afflusso di visitatori. Hanno scelto di vivere qui sapendo che il luogo era stato costruito per attirare i turisti, questo rende l’esperienza ancora più rilassante (perchè non ci si sente degli intrusi a passeggiare tra le viuzze e le case).
Cosa vedere a Eunpyeong Hanok Village

Passeggiando tra le stradine del villaggio, sarete subito colpiti dalla bellezza ordinata delle hanok, ognuna leggermente diversa ma coerente nello stile. Le linee eleganti dei tetti e i cortili interni creano scorci perfetti per fotografie, soprattutto con le montagne sullo sfondo.
Uno degli elementi più iconici è la vista sul Bukhansan, che domina il paesaggio e regala una sensazione di isolamento dalla città. In giornate limpide, il contrasto tra le case tradizionali e la natura circostante è semplicemente spettacolare.
A breve distanza dal villaggio si trova il tempio Jingwansa, uno dei templi buddhisti più importanti della zona. Questo tempio, originariamente dedicato al precettore Jingwan nel 1010 a.C. dal re Hyeongjong, fu distrutto durante la guerra di Corea, ma è stato restaurato e ricostruito negli ultimi cinquant’anni, fino a raggiungere l’aspetto attuale.
Inoltre questo è l’unico tempio di Seoul in cui si celebra il Suryukje, una cerimonia buddista che offre cibo e insegnamenti buddisti agli spiriti e ai demoni affamati che vagano per terra e per mare. La cerimonia si svolge ogni anno bisestile per 49 giorni.
Visitarlo ggiunge una dimensione spirituale alla visita, con architetture tradizionali immerse nel verde e un’atmosfera profondamente meditativa. Non è raro incontrare monaci o assistere a momenti di preghiera.
Un altro punto di interesse è il tempio Samcheonsa, meno frequentato ma altrettanto suggestivo, ideale per chi desidera esplorare sentieri e vivere un’esperienza più immersiva nella natura.
Per chi è interessato alla cultura, il villaggio ospita anche piccoli spazi espositivi e musei locali dedicati alla vita tradizionale coreana e all’architettura hanok. Non aspettatevi grandi musei: qui tutto è più intimo e raccolto, in linea con l’identità del luogo.
Ad esempio merita assolutamente una visita l’Eunpyeong History & Hanok Museum (은평역사한옥박물관), un edificio moderno che si distingue chiaramente nel paesaggio del villaggio. Questo museo si sviluppa su tre piani e offre un approfondimento interessante sulla cultura e sulla storia locale.
Al primo piano troverete una toy library, un piccolo stagno e un’area relax, perfetti anche per una pausa tranquilla. Il secondo piano ospita una sala dedicata alla storia e una biblioteca, dove è possibile comprendere meglio il patrimonio culturale della zona. Salendo ancora, il terzo piano accoglie una mostra speciale e uno spazio espositivo dedicato alle hanok, ideale per approfondire l’architettura tradizionale coreana. All’esterno, inoltre, sono presenti installazioni artistiche e una terrazza panoramica sul tetto, da cui godere di una splendida vista sull’intero villaggio.
Anche a Eunpyeong troverete alcuni splendidi caffè come il 1인1상 che sembra un normale bar se entri al piano terra, ma salendo all’ultimo piano è possibile trovare comodi posti a sedere più tradizionali e uno spazio esterno da cui ammirare una splendida vista sul villaggio Hanok. È di gran lunga il caffè più popolarein zona e vale una visita!
Dove mangiare a Eunpyeong
Anche dal punto di vista gastronomico, Eunpyeong Hanok Village mantiene lo stesso spirito del luogo: autentico, tranquillo e lontano dal turismo di massa. Qui non troverete grandi catene o locali rumorosi, ma piuttosto ristoranti raccolti, spesso frequentati da locali, dove il cibo diventa parte integrante dell’esperienza.
Durante la vostra visita, vale assolutamente la pena fermarsi in questo spazioso ristorante di naengmyeon, i deliziosi noodles freddi coreani, per un pasto sfizioso e leggero fatto con ingredienti molto qualitativi. Il ristorante situato proprio nei pressi del villaggio ed è noto per essere molto apprezzato dai residenti, dettaglio che spesso è garanzia di qualità e autenticità, e propone piatti della tradizione coreana del sud e del nord preparati con cura .
Se, come nel nostro caso, siete alla ricerca di un’esperienza economica ma salutare e legata al territorio, Pat Dong Dong è il posto giusto. Si trova appena fuori dal villaggio e qui abbiamo provato un bibimbap preparato con verdure di montagna freschissime, un piatto semplice ma incredibilmente ricco di sapore, dove ogni ingrediente racconta il legame con la natura circostante. Ancora più sorprendente è stato il porridge di fagioli, delicato e nutriente, perfetto per una pausa rigenerante dopo aver esplorato il villaggio.
Mangiare in un luogo come questo significa immergersi completamente nell’atmosfera di Eunpyeong: ritmi lenti, ingredienti genuini e una cucina che riflette il contesto montano. Non aspettatevi menu turistici o piatti adattati ai gusti occidentali, ma piuttosto sapori autentici e poco filtrati, proprio come l’esperienza complessiva del villaggio.
