Haeinsa Temple, il Tripitaka Koreana nel Parco Nazionale Gayasan

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Se durante un viaggio in Corea del Sud desiderate andare oltre le grandi città e i circuiti più battuti, Haeinsa Temple è uno di quei luoghi capaci di lasciare un segno profondo.

Immerso tra le montagne del Parco Nazionale Gayasan, questo antico tempio buddhista non è soltanto una meta spirituale, ma anche uno dei siti culturali più importanti dell’intero Paese.

Qui si conserva il Tripitaka Koreana, una delle più straordinarie opere di stampa e trasmissione del sapere mai realizzate. Visitare Haeinsa significa entrare in contatto con oltre mille anni di storia, fede e ingegno umano, in un contesto naturale che invita spontaneamente al silenzio e alla riflessione.

Dove si trova l’Haeinsa Temple

L’Haeinsa Temple si trova nella provincia di Gyeongsangnam-do, nel sud della Corea del Sud, incastonato tra le montagne del Parco Nazionale Gayasan. Il tempio sorge ai piedi del monte Gaya ed è circondato da foreste fitte, vallate attraversate da torrenti e cime rocciose che cambiano volto con il passare delle stagioni.

Questa posizione isolata non è casuale: secondo la tradizione buddhista coreana, i luoghi più adatti alla meditazione sono quelli lontani dal caos della vita quotidiana, dove la natura aiuta a ritrovare equilibrio e concentrazione.

Già prima di arrivare al complesso templare, il paesaggio contribuisce a creare un’atmosfera di raccoglimento che rende la visita particolarmente intensa.

Come arrivare al tempio Haeinsa

Raggiungere l’Haeinsa Temple richiede un po’ di pianificazione, ma il viaggio stesso diventa parte dell’esperienza, accompagnandovi gradualmente verso un luogo fuori dal tempo.

Il principale punto di riferimento è la città di Daegu, ben collegata con le maggiori destinazioni della Corea del Sud.

Da Seoul, il mezzo più comodo e veloce è il treno ad alta velocità KTX, che collega la capitale a Daegu in circa un’ora e cinquanta minuti. In alternativa, potete scegliere un autobus espresso dal Seoul Express Bus Terminal, con una durata complessiva di circa quattro ore.

Da Busan, Daegu si raggiunge ancora più facilmente, in meno di un’ora di treno o in circa un’ora e mezza di autobus.

Una volta arrivati a Daegu, il viaggio prosegue verso l’area montuosa di Hapcheon, ai confini del Parco Nazionale Gayasan. Dal Seobu Bus Terminal partono autobus diretti a Hapcheon con un tempo di percorrenza di circa un’ora e mezza.

Da qui, un autobus locale vi condurrà fino all’ingresso dell’Haeinsa Temple in altri quaranta o cinquanta minuti. Le corse non sono molto frequenti, quindi è consigliabile organizzare gli spostamenti con calma e controllare gli orari in anticipo. Attenzione a portare contanti perché il viaggio di ritorno non si può pagare con carta (l’andata alla stazione dei bus invece sì!).

L’ultimo tratto si percorre a piedi. Una passeggiata di circa quindici-venti minuti lungo un sentiero pianeggiante, immerso nel bosco e accompagnato dal suono dell’acqua del torrente, vi porterà all’ingresso del complesso templare.

Questo cammino finale è quasi un rito di passaggio, che segna simbolicamente l’uscita dal mondo esterno e l’ingresso nello spazio sacro di Haeinsa.

Haeinsa Temple, un patrimonio UNESCO importante per la Corea del Sud

Entrance of the Haeinsa Temple

Fondato nell’802 d.C., l’Haeinsa Temple è uno dei tre “templi gioiello” del buddhismo coreano, quelli che rappresentano i tre pilastri fondamentali della dottrina: il Buddha, il Sangha e il Dharma. Haeinsa è il tempio dedicato al Dharma, gli insegnamenti del Buddha, e questa vocazione si riflette nel tesoro straordinario che custodisce.

Il Tripitaka Koreana è una collezione monumentale del canone buddhista, composta da oltre 81.000 tavolette di legno incise nel XIII secolo durante la dinastia Goryeo.

Su queste tavolette sono riportati testi sacri, regole monastiche e commentari, incisi con una precisione tale da rendere il Tripitaka la versione più completa e accurata del canone buddhista giunta fino a noi.

La sua realizzazione fu un’impresa collettiva di enorme portata, nata anche dalla convinzione che la forza spirituale di quest’opera potesse proteggere il regno dalle invasioni mongole.

Ciò che rende il Tripitaka Koreana davvero unico non è solo la quantità dei testi, ma l’incredibile livello di perfezione tecnica e lo stato di conservazione.

Le tavolette furono sottoposte a un complesso processo di trattamento: il legno veniva immerso in acqua salata, bollito, essiccato lentamente all’ombra e infine inciso. I caratteri sono così uniformi da sembrare opera di un solo incisore, nonostante il lavoro abbia coinvolto generazioni di artigiani.

A custodire questo tesoro ci sono i Janggyeong Panjeon, edifici costruiti nel XV secolo appositamente per la conservazione delle tavolette. La loro architettura sfrutta in modo magistrale ventilazione naturale, orientamento e materiali tradizionali per mantenere un equilibrio ideale di temperatura e umidità.

È uno degli esempi più affascinanti di ingegneria tradizionale applicata alla conservazione del sapere, motivo per cui l’UNESCO ha inserito Haeinsa tra i patrimoni mondiali dell’umanità.

Temple stay all’Haeinsa Temple

Tripitaka Koreana

Visitare Haeinsa Temple e il Parco Nazionale Gayasan significa quindi vivere un’esperienza completa, in cui spiritualità, storia e natura si fondono in modo armonioso. È un luogo che non si limita a essere visto, ma che invita a essere vissuto con lentezza, lasciando un ricordo profondo ben oltre la fine del viaggio.

Per chi desidera vivere il tempio in modo più profondo, Haeinsa offre programmi di temple stay che permettono di trascorrere una o più notti all’interno del complesso. In linea generale esistono due programmi principali, uno dedicato al weekend e uno ai giorni feriali, con livelli di impegno differenti.

Il programma del fine settimana è quello più strutturato e rigoroso, mentre noi abbiamo preferito il cosiddetto freestyle program, una formula più flessibile e meno vincolante, ideale se desiderate vivere il tempio senza seguire ogni singolo momento della routine monastica. Questa scelta permette di avere più tempo libero per esplorare il complesso templare, camminare in silenzio e godere appieno della pace del luogo.

Per capire meglio cosa comporti il programma regolare, basta osservare come inizia la giornata. La sveglia suona alle tre del mattino, quando fuori è ancora completamente buio. Si parte con la cerimonia mattutina, che prosegue fino alle quattro, seguita dalle 108 prostrazioni e dalla pratica Seon, dedicate alla meditazione, fino alle cinque e mezza.

La colazione viene servita alle sei in punto, e da lì la giornata continua con altri momenti rituali e di pratica fino all’ora di pranzo.

La vita monastica segue ritmi rigorosi e ben definiti, e non lascia molto spazio all’improvvisazione o al riposo.

Noi siamo arrivati all’Haeinsa Temple nel primo pomeriggio e, dopo aver indossato gli abiti tradizionali forniti dal tempio, abbiamo avuto alcune ore libere per muoverci all’interno del complesso. In quel momento il tempio era quasi completamente vuoto e poter camminare indisturbati tra sale, cortili e padiglioni, incrociando solo qualche monaco, è stata un’esperienza profondamente intensa e intima.

La cena viene servita rigorosamente alle 17:30, senza alcuna eccezione. Il pasto è abbondante, interamente vegano, leggermente piccante ma estremamente sobrio, un perfetto equilibrio tra gusto e semplicità. Monaci e ospiti mangiano nella stessa mensa, ma seduti a tavoli separati, mantenendo un’atmosfera silenziosa e rispettosa.

Dopo cena abbiamo assistito, come osservatori, alle cerimonie e alle preghiere serali, che accompagnano lentamente il calare della notte. Questo è probabilmente il momento più suggestivo per vivere l’Haeinsa Temple, quando il silenzio delle montagne diventa assoluto e il tempo sembra fermarsi.

La posizione remota del tempio, lontana da centri abitati e fonti di luce artificiale, permette di ammirare un cielo stellato sorprendente, uno spettacolo raro e profondamente emozionante. È però necessario andare a dormire presto, perché anche il freestyle program non vi esenta completamente dalle preghiere notturne.

La mattina seguente è nuovamente dedicata alle funzioni del tempio, scandite da orari precisi. Noi ne abbiamo saltate alcune per concederci un po’ di trekking tra le montagne del Parco Nazionale Gayasan, un modo perfetto per completare l’esperienza spirituale con il contatto diretto con la natura.

Nei dintorni del tempio

Come abbiamo anticipato il Parco Nazionale Gayasan è una destinazione ideale anche per chi ama esplorare la natura a piedi. Dai pressi dell’Haeinsa Temple partono diversi sentieri che attraversano valli, foreste e crinali montuosi, offrendo itinerari adatti a diversi livelli di preparazione.

Uno dei percorsi più conosciuti conduce verso il Sangwangbong, una delle vette principali del massiccio, e richiede diverse ore di cammino. La salita è impegnativa ma ripagata da panorami ampi e spettacolari, soprattutto nelle giornate limpide.

Per chi preferisce camminate più tranquille, i sentieri che seguono le valli e i corsi d’acqua intorno al tempio sono perfetti per una passeggiata immersa nella natura.

In primavera il verde è intenso e l’aria fresca, mentre in autunno il parco si trasforma in uno dei luoghi più suggestivi della regione, con foglie rosse e dorate che ricoprono i sentieri.

Lungo il cammino non è raro incontrare piccoli eremi, pagode isolate e ponticelli in legno, testimonianze di una lunga tradizione di meditazione solitaria tra queste montagne.